sabato 4 luglio 2009

Berlusconi e l'usurpazione del "potere di parola"

di Domenico Condito
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“Nei segni in cui voi formate le parole sono racchiuse le grandi forze e le potenze che fanno girare il mondo, - insegnò al sommo rabbino. – E sappi che tutto ciò che sulla terra viene formato in parole, lascia le sue tracce nel mondo superiore. Alef, il primo dei segni, reca in sé la verità. Beth, il secondo, la grandezza (…). Ma l’ultimo nella schiera dei segni è il più sublime. È il taph con cui il sabato finisce. In esso è racchiuso l’equilibrio del mondo a cui come guardiani sono preposti i cinque angeli della santità somma (…). Essi vegliano sull’equilibrio del mondo e tu, sconsiderato, tu, granello di sabbia, figlio della polvere, tu una volta lo hai turbato”. Così l’angelo Asael dello scrittore Leo Perutz, nel romanzo Di notte sotto il ponte di Pietra.
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Le parole sono potenti. Su di esse si fonda l’equilibrio del mondo, perché ce lo rappresentano e ne determinano la nostra percezione. Oggi più che in ogni altra epoca della storia dell’umanità. Nella civiltà dei mezzi di comunicazione di massa, la parola pronunciata da un solo uomo può raggiungere il mondo intero, e diffondersi nello spazio siderale, nell’istante stesso in cui essa viene pronunciata. Un potere disumano, più prossimo all’onnipotenza di un dio, che non alla finitezza di “un granello di sabbia”...

3 commenti:

stella ha detto...

Post interessante che condivido, caro Domenico.
Grazie dei tuoi complimenti da me.
Radiosa domenica!

sirio ha detto...

Il tuo ragionamento non fa una grinza...il potere mediatico di una parola,pronunciata da un uomo pubblico tramite i media può avere un effetto devastante!
E' assolutamente vero quanto hai descritto su Utopie del Mondo.

Un caro saluto!

Domenico Condito ha detto...

Grazie, Stella e Sirio!!
Torino, sempre presente!!!

Un caro saluto

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